Una vita di specchi

4 Nov

Sono sicuro che se la scienza fosse abbastanza evoluta riuscirebbe a vedere chi siamo e cosa facciamo quotidianamente. Sono assolutamente convinto che se ci fosse qualche società aliena in qualche modo connessa con la nostra creazione che guardi il modo in cui agiamo, riderebbe incredibilmente. Più specificatamente mi riferisco al meccanismo della proiezione. Il meccanismo di proiezione è il meccanismo che ci fa odiare gli altri quando odiamo noi stessi e amare gli altri quando amiamo noi stessi. Questo meccanismo a mio parere è sempre attivo enlla totalità delle persone e sempre. Non vi è un momento in cui si attiva e un’altro momento in cui non si attiva. Posso con certezza dire che è sempre attivo e funziona sempre. Ignorarlo significa ignorarsi. Credere che questo meccanismo si attivi soltanto in alcune circostanze ci fa credere di essere immuni da essi in alcune circostanze. Sono sicuro che dentro il nostro organismo e dentro il nostro cervello ci sia un organo dedicato essenzialmente alla visione di proiezioni. Sono talmente sicuro di questo che alle volte ne sono spaventato. Rinnegare il fatto che per mangiare dobbiamo aprire la bocca sarebbe rinnegare noi stessi. Non azzardo a dire che il meccanismo delle proiezioni è assolutamente organico e fisico quanto quello della digestione. La scienza non ne è consapevole ma basta un’attenta analisi di esso per comprenderne la totale esistenza.


Se ti capita di uscire di casa e di odiare il mondo intero oppure di pensare che la gente non fa abbastanza per costruire un mondo nuovo oppure se ti trovi a giudicare con odio e disprezzo tutta la gente che in nega i valori di solidarietà e bontà dovresti sapere che stai giudicando te stesso. Non in maniera indiretta ma in maniera direttissima. Il tuo organismo però nasconde questa verità proiettandola all’esterno ma cio che a te sembra un processo atto a nascondere le tue debolezze è un meccanismo atto a mostrarti il modo in cui vedi te stesso. Per giudicare il tuo stato evolutivo e le capapcità che hai sviluppato è sufficiente che tu osservi il modo in cui stai giudicando le altre persone. Se hai paura di esse, significa che temi te stesso, se le giudichi cattive, significa che ti giudichi cattivo. Non sto azzardando ipotesi mistiche o esoteriche, sto parlando di qualcosa di cui ne sono certo al cento per cento. Alle volte credo che il nostro organismo sia abbastanza grossolano e siccome è focalizzato sul continuo controllo del benessere interno è come se riuscisse a vedere solo con uno sguardo introspettivo. Metti il caso assurdo che un giorno scoprissero che il cervello è solo in grado di guardare al proprio interno e non all’esterno. In questo caso scopriresti che tutte le relazioni che intraprendi con la gente, sono relazioni che intraprendi con te stesso. E’ esattamente così. Più ami te stesso e più il tuo meccanismo grossolano continuerà a vedere te stesso negli altri. La meditazione non è un modo per uscire da questi giudizi bensi il modo più veloce ed eccelso di pulire lo specchio e proiettare all’esterno la massima bontà e il massimo amore per noi stessi. Sono convinto che tutte le mie sembrano solo parole e le dimenticherai presto se non credi in questa legge o se credi che sia un meccanismo che funziona solo alcune volte e per alcune persone. Ti assicuro che cosi non è.
Vorrei che tu provassi a testare questo tuo organo e verificare con la tua stessa coscienza se è vero oppure  no. Prima di menzionare alcuni esercizi che puoi fare fin da subito però, vorrei raccontarti cosa mi succede spesso.
Spesso mi trovo a giudicare le persone che sembrano agire in modo aggressivo e violento. Le inizio a giudicare violente, stupide e ignoranti. Carico ben presto odio e inizio anche a fantasticare immagini violente in cui aggredisco queste persone troppo aggressive. Non è forse una situazione assurda? Giudico e odio le persone violente e le ammazzerei tutte. Le picchierei nel modo più violento e atroce. E’ un0assurdo incredibile. E’ un’assurdo talmente assurdo che diventa facile comprendere che lo è. Giudico la violenza altrui e per farlo divento violento. Giudico la mia violenza. Il fatto di giudicare la violenza negli altri è un fenomeno che conosco benissimo infatti ho sempre agito in questo modo e sento di giudicare anche l’aggressività dentro me stesso. Non amo la parte aggressiva di me. Ne sono spaventato, non l’accetterei mai. La parte fisica, potente e propulsiva di me è sempre inibita dal giudizio. Giudicare l’aggressività negli altri mi permette inconsciamente di giudicare anche la violenza dentro di me e quindi di non agirla per nessun motivo. Inibire una parte di se significa dividersi e non è mai un processo utile. Se amassi e agissi in modo creativo la mia parte violenta e aggressiva non ne sarei spaventata e vederla negli altri mi farebbe capire più profondamente quali sono i sentimenti che muovono la gente aggressiva. Potrei amare le persone aggressive e non esserne spaventate, potrei aver la calma e la comprensione totale per queste persone. Vederle come una parte di me che però agisce in modo inefficace la propria energia. Se riuscissi a trovare un modo assolutamente armonioso di agire l’aggressività e la violenza potrei aiutare queste persone a raggiungere meglio i propri obiettivi o perlomeno giudicarle in maniera neutrale e comprensivo. Un’altra categoria di persone che mi trovo a giudicare sono i menefreghisti. Giudico questa società anestetizzata dal consumismo, da visioni claustrofobiche e piccole della vita fatte di brutte notizie alla televisione e totale anestetizzazione alla visione del dolore altrui. Giudico tutta la gente che non fa niente per le persone che vivono per strada o ignora o peggio ancora insulta le persone diverse chiamandole pazze. Mi trovo a giudicare tutte queste persone “cattive” e sorpresa delle sorprese io non faccio di meglio. Mi giudico buono perchè sorrido ai barboni oppure ogni tanto dono qualcosa alle persone che mendicano o in taluni casi ho speso una chiaccherata con loro o fatto un po di volontariato. Fintanto che giudico il mio non essere buono giudicherò anche gli altri. E il giudizio verso gli altri è solo un giudizio verso me stesso. Giudicare le persone ignoranti e cattive è sbagliato. Non conosco tutte le persone e non posso giudicare senza conoscere il loro grado di umanità. Dato che non conosco tutte le persone ma continuo ad esprimere un giudizio su di esse è chiaro che sto esprimendo un giudizio su di me. Dovrei accettare con amore la mia parte non buona e altruista per poter agire sempre in totale libertà oppure cercare di essere più altruista cosi da vedere lo stesso sentimento anche nelle altre persone.
Questo delle proiezioni è l’unico meccanismo fisico che ci aiuta a migliorarci. In fondo cosa vogliamo tutti se non essere un tutt’uno con le altre persone e amarle di più, sentirci utili e parte del mondo ? niente ! Tutti noi desideriamo di vivere relazioni stupende in cui siamo onesti e capaci di amare. Tutto cio è possibile e sta gia avvenendo: tanto più studi il tuo meccanismo del rispecchio tanto più prenderai coscienza della sua esistenza e una volta fatto, saprai come nutrirlo al pari di come sei cosciente che per avere energia sufficiente a vivere hai la necessità di mangiare.

Come accorgersi dell’esistenza del meccanismo della proiezione
Per prendere coscienza della fisicità di questo meccanismo devi riuscire a modificare te stesso e vedere come reagisce la tua abitudine a giudicare il mondo in base ai cambiamenti che senti dentro di te.
Potresti concentrarti nella meditazione che altro non è che la pulizia dello specchio della proiezione e cercare di notare le differenze in cio che vedi nel mondo, prima che tu abbia meditato e poi dopo. Sono sicuro che noterai un cambiamento totale ed incredibile perchè ora ti ritrovi a proiettare immagini pulite e positive di te, in armonia.
Prova invece a notare come giudichi il mondo esterno non appena ti avviene un’accadimento triste, poco piacevole o che ti fa sentire fragile e imperfetto. Stai giudicando gli altri imperfetti e disordinati ?
Prova a fare attenzione a cosa vedi nelle altre persone dopo un caloroso abbraccio con il tuo partner che ti riempie il cuore di calore. Vedi calore e persone disponibile e piene di tenerezza ? Anche l’aggressività viene sempre rispecchiata. Cerca di osservarti quando ti lamenti e sei pignolo o permaloso. Non vedi forse all’esterno la stessa medesima cosa ? Non vedi forse all’esterno persone tutte prese dal difendere le proprie misere posizioni ?
Prova a fare un regalo a qualcuno che tu odi oppure prova a donare qualcosa a cui tieni molto ad uno sconosciuto che non rivedrai più. Cosa proveresti dopo un gesto del genere ? Ti assicuro che se fai questo gesto tenendo a mente l’esistenza del meccanismo totalmente fisico delle proiezioni, sarai felicissimo di constatare che la vita ti riserva sempre dei grossi regali. Il paradosso è lampante ma è totalmente reale: se doni ti sarà donato, se odi, sarai odiato, se giudichi, sarai giudicato.
Cio che Gesu disse: <<non guardare la pagliuzza nell’occhio altrui ma guarda la tua>> in realtà è solo mezza verità. Ti assicuro che la pagliuzza che vedi nell’occhio altrui non è altro che la proiezione della tua e focalizzarsi sulle pagliuzze altrui puo darti gli stessi benefici che focalizzarti sulle tue pagliuzze

Come sfruttare il meccanismo delle proiezioni a doppio senso
Guardare e amare la pagliuzza nell’occhio altrui ti da gli stessi identici benefici che curare ed amare la pagliuzza nel tuo occhio. In altre parole se ti sforzi di non giudicare gli altri, ti ritroverai a poter agire soltanto su te stesso. Essendo spesso immersi nelle relazioni però abbiamo anche la capacità di agire controcorrente e cercare di amare i difetti altrui. Amando i difetti altrui in realtà amiamo i nostri difetti perchè nessuno ha difetti e cio che tu reputi difetti negli altri non sono altro che semplici caratteristiche delle altre persone del tutto neutro che però creano una dissonanza dentro di te.
Affermazioni positive, azioni positive oppure non giudicanti verso gli altri ti faranno amare te stesso. Se ti è capitato di vedere il film “Come essere John Malckovich” oppure “inception” puoi avere un’immagine molto simile alla realtà di cosa siano le proiezioni. Tutte le persone al di fuori di noi non sono altro che personaggi neutri che pero nel momento in cui iniziamo a valutarle (e cio inizia nel momento in cui poggiamo l’occhio su esse) diventano personaggi del nostro film. Produrre un film di nemici significa condannarsi all’inferno. Cio che possiamo vedere fuori di noi è solo una cosa: noi. Al di fuori di noi siamo capaci solo di vedere noi. Il motivo per cui alcune filosofie di vita dicono: divertiti e farai la cosa giusta è assolutamente vera. Puoi amare la persona più distante da te se solo riesci a divertirti con essa. Divertendoti con lei proietterai sempre il divertimento e lei diventerà divertente.

Ecco alcuni esempi concreti che puoi sfruttare:
 Ascolto. Ascoltando gli altri avviene qualcosa di incredibilmente mistico. Tenendo a mente l’esistenza fisica del meccanismo di proiezione sai che chi hai di fronte è un’altra persona che però non conoscerai mai se non nella misura in cui conoscerai te stesso. Ascoltando l’altro ascolti te stesso. Ti è mai capitato di ascoltare per molto tempo e con passione un tuo amico o il tuo partner e notare una profonda sensazione di essere capito. Paradossalmente senza aprire la bocca hai parlato. Lui ha parlato ma tu hai ai ascoltato. Vedendo la faccenda sotto gli occhi di quanto detto nel precedente paragrafo: tu hai parlato e tu hai ascoltato. Ricordati che per curare la trave nel tuo occhio devi sforzarti di amare quanto colui che parla sta dicendo. Non giudicarlo in nessun modo e fallo non per essere buono nei suoi confronti o perchè lo hai letto qui ma perchè hai totale consapevolezza dell’esistenza del meccanismo di proiezione e del fatto che il giudizio è un giudizio nei tuoi confronti e non nei suoi. In questo caso però ti sarà più facile accettare un punto di vista diverso dal tuo negli altri che se osservassi la stessa cosa dentro di te. Puoi sfruttare l’effetto ottico della proiezione per accettare un lato di te che non conoscevi in te nell’altro. Ti sarà più facile amarti se vesti il volto di un’altra persona.
 Parlare. Cosi come l’ascolto il parlare puo aiutarti a riunire lati di te in disaccordo. Qualora tu sia in tensione o in conflitto con un’altra persona puoi optare per l’ascolto e il non giudizio. Puoi però anche optare per il parlare. Trasforma il tuo messaggio in un messaggio di amore. Non impuntarti sui dettaglio perchè in questo modo continui a dividerti e a non approfittare dell’occasione. Ogni conflitto è d’oro. Il conflitto mostra quella parte di te che stai giudicando. Ascoltala e non giudicarla, amala e se non riesci parlale con amore. Si eccitato ed entusiasta ognivolta che trovi un conflitto con qualche altro. La fortuna e non i suoi difetti ti ha dato l’occasione del tutto casuale e sfuggente di vedere quella parte di te che se accettata e amata ti farà diventare più vivo. Parla con amore. Trasforma il messaggio passando dall’atetnzione alle parole all’attenzione ai sentimenti. Non curarti del conflitto verbale (che non ha niente di utile in nessun caso) ma sul falso conflitto emotivo. Parla con amore e se continui a percepire giudizio allora modifica il messaggio. L’obbiettivo è tentare e ritentare aggiustando il messaggio fino a fabbricare il messaggio di pace che serve da condotto tra il te di adesso e il che hai perso e che vuoi recuperare.
 Meditazione. A differenza dei precedenti due approcci in cui agisci sull’altro per reincorporare te stesso, nella meditazione agisci direttamente tramite te stesso. Chiudi gli occhi e cerce di amare e reintegrare ascoltando e parlando con amore tutti i pensieri che fai difficoltà ad accettare adesso. Il processo meditativo qui proposto è proprio un processo di ascolto e comunicazione con cio che non riesci ad accettare senza però avere di fronte una proiezione ma parlando ed ascoltando le proiezioni allo stato puro ovvero quelle nella tua testa

Proiezioni allo stato puro e proiezioni “proiettate all’esterno”
Pensieri, sogni, commenti e giudizi sono proiezioni allo stato pure. Persone e situazioni sono invece proiezioni proiettate all’esterno. La distanza tra le due è talmente infinitesimale che diventa quasi didattica. Nel momento in cui vedi del negativo nell’altro stai esplorando le tue proiezioni pure nella tua mente proiettandole però all’esterno ovvero incollandole con un volto. La proiezione pura è più utile e semplice perchè spesso puo cambiare volto. Mentre sogni i tuoi pensieri che sono di per se parti di te scelgono un volto per creare una storia. Se dentro di te porti odio e rabbia i tuoi pensieri cercheranno un volto per dare sembianze umane ai tuoi sentimenti e sceglierà di proiettarle nella tua mente su persone che tu odi e che fanno scaturire in te la rabbia. Tutto cio avviene mentre sogni. La scelta del volto è indipendente da cio che la persona che stai sognando sia. Il tuo cervello ha rozzamente scelto un volto ma è tranquillamente intercambiabile. Ricorda che le proiezioni che non accetti sono sentimenti e parti di te senza volto che spesso è possibile enumerare su una lista non infinita. Catalogare le parti di te non accettate è possibile dandole nome di sentimenti che non accetti quali la rabbia o la paura oppure di valori quali la libertà o l’amore. Catalogare le parti di te significa darle un nome e violentarle. Però puo esserti utile per capire il funzionamente del meccanismo proiettivo.

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